|
|
| |
| CIPAT e alcune importanti Agenzie formative toscane sosttoscrivono un documento comune per dar vita a percosi entegrati di istruzione e formazione per l'attuazione dell'obbligo di istruzione |
| |
|
Il CIPAT e alcune importanti Agenzie formative toscane sosttoscrivono un documento comune per dar vita a percosi integrati di istruzione e formazione per l'attuazione dell'obbligo di istruzione. Il documento è stato inviato all'assessore Simoncini (Istruzione, Formazione, Lavoro) con una nota di accompagnamento. |
| |
Firenze, 4 aprile 2008 prot. n. 82/A Ogg.: trasmissione documento All'Assessore all'istruzione, formazione e lavoro Gianfranco Simoncini SEDE Si trasmette il documento allegato "CIPAT e Agenzie formative toscane per l'Obbligo di istruzione", frutto di una riflessione congiunta sul tema dei percorsi integrati per la lotta alla dispersione. Il documento, nella sua essenzialità, intende rappresentare un punto di partenza per dar corpo ad una riflessione approfondita sulla necessità di costruire in Toscana un sistema integrato fra istruzione e formazione professionale, che risponda da una parte ai bisogni di formazione dei giovani e dall'altra alla qualità dello sviluppo economico. I promotori del documento, elencati in calce ad esso, mirano pertanto ad attivare un dibattito fra gli istituti scolastici e i soggetti della formazione professionale seriamente interessati al problema e aspirano ad interagire con le sedi di decisione politica, cui spetta la definizione delle scelte in merito. Il referente principale è dunque l'Assessore all'Istruzione, Formazione e Lavoro, il quale è il primo destinatario di questa bozza di riflessione, che gli estensori stessi giudicano non esaustiva e aperta. In seconda battuta il documento viene inviato a tutti istituti toscani e alle altre agenzie formative disposte a contribuire alla strutturazione di un sistema integrato toscano. Sarà ns cura stabilire opportuni contatti con l'Assessorato per garantire il confronto reciproco e fecondo fra le posizioni. Per il gruppo promotore il presidente CIPAT, Mauro Di Grazia |
| |
C.I.P.A.T. e Agenzie Formative toscane per l’Obbligo di Istruzione
L’innalzamento dell’età dell’obbligo scolastico fino al 16° anno rappresenta senz’altro l’intervento più rilevante per la riforma del sistema scolastico italiano degli ultimi anni ed è condivisibile la scelta della Regione Toscana di assolvere l’obbligo nella scuola secondaria. Tuttavia l’obbligo di studiare fino a 16 anni non risolve da solo il problema della dispersione scolastica. Particolarmente problematica è la situazione negli istituti professionali: è infatti noto che verso questo tipo di istituti vengono orientati quei giovani che non hanno particolare predisposizione per lo studio teorico, ma che privilegiano un approccio pragmatico ai problemi, manifestando spesso il desiderio di abbandonare la scuola per dedicarsi ad attività lavorative. Parliamo di ragazzi che hanno un approccio alla conoscenza diverso ma di pari dignità, più induttivo che deduttivo, e che, se riconosciuti e opportunamente sostenuti, garantiscono un utile risultato in termini di conoscenza. Il problema di costruire un percorso scolastico “di successo” per questi ragazzi non è certo una novità: fin dall’innalzamento dell’obbligo voluto dall’allora ministro Berlinguer, gli istituti professionali si sono confrontati con questa realtà, attivando percorsi sperimentali promossi da Regione e Province e trovando collaborazione e sinergie con il partner naturale, ossia con le agenzie di formazione professionale del territorio. Negli ultimi anni si sono sperimentati “percorsi integrati” che hanno costituito una risposta efficace contro la dispersione, ma anche un’interessante occasione di riflessione sull’integrazione tra i due sistemi, finalizzata al miglioramento complessivo dell’offerta formativa. Una riflessione complessiva sull’esperienza fatta, delinea un quadro preciso su quale dovrà essere lo sviluppo di queste attività: i percorsi integrati non devono e non possono essere una risposta episodica e contingente per affrontare le emergenze, ma devono costituire un elemento sistemico del percorso formativo di istruzione e formazione e devono concludersi con il conseguimento da parte degli studenti di almeno una qualifica di primo livello.
Per ottenere questi risultati occorrono alcune condizioni: • Predisporre un progetto educativo del sistema istruzione e formazione che veda al centro della riflessione il lavoro come elemento culturale e morale; • L’analisi dei bisogni, la progettazione, il monitoraggio dei risultati, con eventuale rimodulazione degli interventi, devono essere fatti in modo congiunto e paritetico tra istruzione e formazione professionale; • La progettazione dei percorsi deve prevedere un sistema, realmente spendibile, di attribuzione e riconoscimento reciproco dei crediti; • Prevedere risorse, soprattutto per l’ambito di formazione professionale, in modo costante e continuo nel tempo, che possa permettere di programmare un’offerta formativa adeguata alla domanda (derivante soprattutto dall’abbandono scolastico); • Attivare metodologie educative che puntino a valorizzare il giovane e a mettere al centro le strategie di apprendimento di cui si dota.
In questo modo si costituisce un sistema integrato per la gestione del biennio obbligatorio e del terzo anno che deve portare i giovani al conseguimento di una qualifica professionale di primo livello. Conseguito questo importante risultato, si possono aprire strade diverse: apprendistato, prosecuzione nella formazione professionale, prosecuzione nell’istruzione professionale fino al conseguimento del diploma quinquennale. Senza entrare nella progettazione di dettaglio, si possono però già individuare le linee generali di un percorso di tre anni (i primi due a titolarità scolastica e a valenza orientativa, il terzo nella formazione professionale) che si ponga l’obiettivo di contrastare la dispersione, garantendo l’educazione alla cittadinanza, una buona preparazione di base ed una sicura preparazione professionale a chi non intende proseguire nel percorso scolastico:
1° anno Obiettivi: • Orientamento; • Consolidamento delle competenze di base; • Scolarizzazione – Metodo di studio. - Attività: Il modello di riferimento sono i percorsi IF delle sperimentazioni attuate; lo spazio per l’attuazione è da ricercarsi nella flessibilità didattica del 20% e nell’area d’integrazione. Il percorso dovrà essere sviluppato in parte insieme ai docenti che operano nelle agenzie della Formazione Professionale all’interno dei percorsi formativi regionali, integrando le metodologie didattiche classiche della scuola con l’esperienza delle metodologie attive tipiche delle Agenzie di F.P.
2° anno Obiettivi: • Orientamento • Valorizzazione dell’area professionalizzante.
Attività: Percorso con significativa attività in laboratorio, rivolta a tutta la classe, che preveda un uso non episodico del lavoro di gruppo, non escludendo la formazione di gruppi di livello. Le attività laboratoriali devono: • avere la struttura di un progetto definito, autonomo, finalizzato a far compiere agli allievi un’esperienza positiva di apprendimento, significativa sul piano dell’acquisizione delle competenze di base della professionalità del percorso di studi; • essere basate su una metodologia attiva, induttiva, esperienziale che si concretizzi nella realizzazione di un progetto/prodotto/evento prestabilito, secondo un processo formativo dal pratico al teorico, che faccia misurare gli allievi con le proprie capacità, mettendole a confronto con le abilità necessarie per realizzare il progetto professionale, inducendo lo studente alla ricerca di un approfondimento delle conoscenze teoriche necessarie; • essere gestite congiuntamente da insegnanti dell’istruzione e della formazione professionale, utilizzando materie di indirizzo/laboratorio e la flessibilità del 20% del percorso curricolare, per circa 400 ore annue; • costituire per tutti gli allievi (compreso chi proseguirà nel percorso scolastico) un credito formativo spendibile per il conseguimento di una qualifica professionale di primo livello.
3 ° anno Obiettivi: • Conseguimento di una qualifica professionale regionale omogenea alle attività del biennio e conseguimento di crediti per l’eventuale rientro nel percorso scolastico; • Per ampliare la flessibilità dell’offerta, deve essere reso possibile il conseguimento di una qualifica non corrispondente ai percorsi formalizzati. • Al terzo anno potranno accedere anche i giovani che abbandonino la scuola successivamente al secondo anno • A chi ha conseguito la qualifica professionale dovrà essere garantita la possibilità di rientro nel percorso scolastico omogeneo, con riconoscimento dei crediti acquisiti e presa in carico della scuola per gli eventuali debiti. Attività: • formazione professionalizzante legata alla “figura” a cui si riferisce la qualifica, compreso il tirocinio in azienda; • appare opportuno prevedere che la parte di formazione generale venga sviluppata in collaborazione con gli istituti scolastici per facilitare il riconoscimento dei crediti per un eventuale rientro nel canale dell’istruzione.
Gli Istituti Professionali e le Agenzie Formative congiuntamente rivolgono alla Regione Toscana e alle Province la richiesta che venga dato avvio, al più presto, alla sperimentazione di questi percorsi triennali, da accompagnare con una adeguata azione di formazione congiunta degli operatori (delle scuole e delle agenzie), previo accordo con l’Ufficio Scolastico Regionale.
Chiedono altresì di partecipare congiuntamente agli organismi, previsti dalle “linee-guida” regionali (PIGI e DGR 615/07), per l’individuazione di “buone prassi” per la realizzazione del nuovo obbligo scolastico.
Firenze, marzo 2008
CIPAT (Consorzio Istituti Prof. Associati Toscani) ASEV (Agenzia per lo Sviluppo Empolese Valdelsa) ARTAS – Firenze FIL SpA – Prato
Per-Corso – Lucca Scuola Professionale Edile di Firenze
|
| |
|
| |
|
|