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| 01/12/2009 15.54.56 |
| Numero speciale - Resoconto dell’incontro sugli Istituti professionali - a cura di Daniela Giovannini (CdA CIPAT, DS ISI Da Vinci – Arcidosso) |
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VENERDÌ 27 NOVEMBRE 2009 - VERONA ore 10.00 - 13.00 Auditorium Verdi
LA NUOVA IDENTITÀ DELL’ISTRUZIONE PROFESSIONALE
a cura di Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Direzione generale per l’Istruzione e la Formazione tecnica superiore, e per i Rapporti con i sistemi formativi delle Regioni e Ufficio scolastico regionale per il Veneto)saluti PASQUALE CAPO, capo Segreteria Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricercaapertura dei lavori ELENA DONAZZAN, assessore alle Politiche dell’Istruzione e della Formazione Regione Veneto • VALENTINA APREA, presidente Commissione Cultura Camera dei DeputatiL’offerta coordinata di istruzione e formazione professionaleintervengono DARIO NICOLI, docente di Scienze dell’educazione Università Cattolica di Brescia • MARIA PIA BUCCHIONI, direttore generale per l’Istruzione e la Programmazione dell’offerta formativa Regione Lazio • VANNA SANTI, dirigentescolastico Istituto professionale di stato per i servizi sociali “Montagna” di Vicenza • GIULIANA ROSETTI CIMATTI, dirigente scolastico Istituto professionale di stato per i servizi alberghieri per la ristorazione “Castel S. Pietro Terme” di Bologna • ROBERTO PELLEGATTA, dirigente scolastico Istituto professionale per l’industria e l’artigianato “G. Meroni” di Lissone Milano • MARIA GRAZIA NARDIELLO, direttore generale Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricercacoordina ARDUINO SALATIN, coordinatore Commissione ministeriale per il Riordino degli istituti tecnici e professionali
L'organizzazione fieristica mi sembra che sia migliorata notevolmente. Stands ariosi, molto tecnologici, numeroso personale a disposizione, moltissime le scuole del sud (comprese Sicilia e Sardegna) con notevole dispiego di forze umane e materiali. Ci deve essere stato un grosso “impegno” del MIUR, perché gli stands erano quasi tutti sponsorizzati MIUR , con diversi colori e sotto-colori a seconda se la scuola ospitata apparteneva ai “nuovi professionali” o “nuovi tecnici”; più trascurati i licei per i quali anche i relatori hanno detto che ancora ci sono degli aspetti da risolvere (quali?).
Ho assistito al convegno istituzionale riportato sopra; non c'era Pasquale Capo, ma tutti gli altri sì. Gli interventi istituzionali non hanno fatto che confermare ciò che ormai è chiaro a tutti: si parte con la Riforma dal 1 settembre 2010. La presentazione che ne hanno fatto è stata identica alla versione della Conferenze di servizio che l'USR Toscana ha fatto nelle diverse province (relatori Bagnoli/Bandinelli)
APREA: il successo della riforma potrebbe anche dipendere dal fatto se le Scuole la presentano con il sorriso o con i mugugni.
L'intervento della DONAZZAN (ass. regionale) ha fatto capire che il Veneto è un altro mondo (dal 1994)
Si è insistito sulla distinzione ORDINAMENTO/ORGANIZZAZIONE. Il primo è di competenza del Governo che sta terminando il suo iter, il secondo dipende tutto dalle singole regioni. Alle regioni è stata data anche la responsabilità dei 4 mesi di ritardo (luglio-ottobre) che “ora scontano le scuole” (testuali parole di Nardiello). Le regioni decideranno la costituzione delle singole autonomie tenendo presente che le opzioni sono molteplici: Istituti Superiori onnicomprensivi, Autonomie solo di Professionali, Autonomie tecnico-professionali, poli formativi, campus .....
Altra fondamentale distinzione: AUTONOMIA/FLESSIBILITA'
La parola d'ordine è INNOVAZIONE i cui elementi costitutivi dovranno essere: l'integrazione dei saperi, la centralità dei laboratori, alternanza-stage-tirocinio, il sistema EQF (European Qualification Framework), il CTS (Comitato tecnico-scientifico).
Prima dell'attuazione ci sono ancora dei Decreti da emanare riguardo a: - risultati di apprendimento (competenze-abilità-conoscenze) per gli insegnamenti di indirizzo; per quelli dell'area generale c'è in circolazione una bozza per tutti gli ordinamenti. - elenco nazionale delle “opzioni” [non per riprodurre attuali assetti, ma per tutelare particolari specificità (cartaio, cuoieria, legno...)] - accorpamento classi di concorso - regolamento sulla formazione dei docenti
Ancora (come se fosse poco) previo accordo tra MIUR, MEF (Ministero Economia e finanze) e singole Regioni, gli Istituti Professionali potranno erogare qualifiche triennali o diplomi quadriennali dell'Istruzione e Formazione Professionale (già individuate 21 figure nazionali di riferimento: saranno via via aggiornate): SALATIN fa notare che di questa offerta coordinata si parla dal 2002-2003
RAI EDUCATIONAL tra qualche tempo avvierà una serie di trasmissioni sulla Riforma condotte dalla Mengucci. Su http://www.fuoriclasse.rai.it/new/edicola.aspx?chiave=puntate%202009 si possono rinvenire alcune puntate.
Segue una proiezione di “audioslides”, voce narrante Mengucci, sulla storia dei Professionali.
Interventi dei diversi relatori:
l Occorre salvaguardare l'istruzione Professionale e l'Istruzione e Formazione Professionale per le sue caratteristiche “popolari”, per riconoscerne l'utilità e l'operatività, perché dà dignità alla cultura del territorio. ° Il principio di sussidiarietà (orizzontale) deve far passare i due sistemi dalla “concorrenza” alla “collaborazione”; dall'Europa ci vien detto che la cultura professionale non è solo operatività, ma la competenza è legata alla “Persona”, non solo alla tecnologia. Il sistema di valutazione secondo l'EQF deve far sì che l'offerta formativa tenga anche conto del contesto europeo e sia strettamente legata all'andamento economico. Va risolto il problema del ritardo rispetto all'Europa e fare in modo che anche in Italia si possa erogare un diploma in quarta classe (18 anni) ° Forte criticità nell'attuazione della riforma si rileverà nelle “metodologie” (sembra che solo in Veneto si applichi la didattica per competenze). Evitare assolutamente il biennio unico: SALATIN fa notare che trattasi di biennio unitario e che dal '99 la Scuola dovrebbe saper esercitare l'Autonomia come “ingegneria organizzativa” (le reti). (NICOLI) ° Nella stipula di accordi tra MIUR, MEF e Regioni, il problema più grande è “chi elargisce le risorse professionali e finanziarie”. Molta differenza da regione a regione: qualcuna contribuisce in soldoni propri, altre mettono a bando solo risorse FSE. Ad ora è assolutamente urgente risolvere il problema dell'informazione alle famiglie-scuole di 1° grado: dal momento che tra il settore Istruzione delle singole regioni e i relativi USR spesso non c'è collaborazione andrà a finire che nessuno lo farà. ° Sarebbe stato auspicabile che a Riforma varata l'a.s. 2010-2011 servisse di “organizzazione e formazione” ° Altra questione spinosa che le regioni non possono più eludere è quella del “dimensionamento” (BUCCHIONI) ° Il caso di un Alberghiero di Bologna. Fino a che la Regione dava i fondi per la III Area, sono state realizzate cose egregie che hanno messo gli studenti in contatto con tutto il mondo. Da quando i fondi sono stati stornati sui Percorsi Integrati, un fallimento: la specializzazione non si fa più e la dispersione non è diminuita [ ai bandi partecipano solo le Agenzie Formative (le scuole no sono accreditate) che ricevono in media 35.000,00 € ciascuna] (CIMATTI) ° Nel passato è stato un danno aver “liceizzato” i professionali e i tecnici. Occorre tornare ad un'alta componente di “operatività” e potenziare la “cultura del reale”. Integrazione fra sistemi, ma erogare (come in Lombardia) diplomi quadriennali di Istruzione e Formazione Professionale; la qualifica triennale non ha più valore. La responsabilità didattica dell'innovazione l'avranno i DIPARTIMENTI. ° A cosa servirà avere gli Uffici tecnici se non ci saranno fondi per l'aggiornamento – rinnovo dei laboratori? (PELLEGATTA)
Segue un dibattito in cui vari dirigenti scolastici presenti in sala pongono alcune domande:
° Chi decide la flessibilità del 25% del 1° biennio se il CTS potrà essere costituito solo dal prossimo anno scolastico? ° Cosa dobbiamo dire di preciso sulla nostra identità ai nuovi iscritti? ° In Calabria non abbiamo aziende disponibili ad accogliere studenti in stage (fischi dei colleghi calabresi) ° Fra gli operatori della Scuola forte disagio per l'informazione carente negli elementi fondamentali ° Gli ottici e gli odontotecnici che fine faranno?
Chiude NARDIELLO in modo molto perentorio. La fretta con cui si procede e che tutti lamentano è stata causata dall'atteggiamento delle regioni. E' dal 1972 che si è fatto “tira e molla”: professionali SI professionali NO; è il momento di decidere. Dopo il 1992 i 2/3 delle regioni hanno rinunciato ad intervenire per la III Area: l'ANSAS, su sua disposizione, renderà visibili i monitoraggi effettuati negli ultimi tre anni, da cui si evince la necessità di eliminare questa parte del curricolo. Nella riforma degli ordinamenti si va avanti con il programma S.O.S.: Sostenibilità Omogeneità Semplificazione. La gestione funzionale dell'organico sarà problema/competenza delle Regioni che proprio ieri (26 novembre), a questo proposito, hanno fatto saltare l'accordo in sede di Conferenza Unificata. Sull'home page dell'INDIRE si possono trovare tutte le informazioni necessarie e la possibilità di interagire.
A Verona è stata distribuita la versione cartacea dei “Risultati di apprendimento” relativi all’aera comune degli IP. A giorni (dopo il 4 dic.) saranno diffusi tutti i “risultati”, anche degli indirizzi.
A cura di Mauro Di Grazia, che ringrazia Daniela Giovannini
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