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18 agosto 2019

IeFP

CIPAT per la costruzione del sistema IeFP in Toscana


A partire dalla prima sperimentazione del 2003 (Sperimentazione dei percorsi integrati di istruzione e formazione), CIPAT ha svolto la funzione di promozione dei bisogni e delle istanze degli istituti associati presso la Regione Toscana, stabilendo rapporti di interazione e collaborazione con gli assessorati alla Istruzione e alla Formazione professionale. Tutto questo in applicazione delle indicazioni statutarie (cfr art 3 “proporre progetti per l’innovazione, il miglioramento e la promozione delle attività degli istituti professionali migliorando la collaborazione tra gli stessi e gli altri soggetti coinvolti nella formazione“).

 

In particolare dal 2010 CIPAT ha elaborato e presentato alla regione Toscana – assessorato alla Formazione Professionale – richieste inerenti il miglioramento del neonato Sistema di Istruzione e Formazione Professionale, attuato in Toscana in totale regime di sussidiarietà col coinvolgimento degli Istituti Professionali statali e in qualche caso degli Istituti Tecnici.

 

Nel gennaio 2013, a seguito di una vasta consultazione dei soci e di tutti gli IP Toscani, è stata elaborata e presentata una piattaforma  di precise richieste migliorative, in gran parte fatte proprie dalla normativa regionale ( Linee guida IeFP); 

 

Nel novembre 2013 CIPAT ha realizzato in proprio un monitoraggio su tutti gli IP Toscani relativamente all’intero spettro di problemi suscitati dalla prima applicazione triennale del Sistema IeFP. Nell’assemblea regionale generale del 14 gennaio 2014 i risultati del monitoraggio  sono stati resi noti e ne è successivamente scaturita una nuova piattaforma di richieste  presentata alla regione Toscana.


Nel mese di marzo 2014 Cipat ha inviato alla Regione Toscana una Nota sull'Accreditamento delle Istituzioni Scolastiche toscane


Le slides presentate in occasione dell'assemblea regionale del 14 gennaio 2014:

Analsi Questionario

Analisi Monitoraggio


Analisi questionario IeFP Aprile 2016


Delibera di giunta n. 359/2016 pervenuto in data 4 maggio 2016 da Assessore Scuola, Formazione, Ricerca e Università - Regione Toscana

Allegato n.1

Allegato n.2

 


Incontro con la Regione sugli sviluppi del Sistema Regionale IeFP del 7 novembre 2017

Materiali presentati dai Gruppi di Lavoro:

 

Ricognizione fabbisosgni regionali_ Camaiti (AR)

Ricognizione fabbisosgni regionali_ Pertini (LU)

Ricognizione fabbisosgni regionali_ Polo Bianciardi (GR)

Ipotesi quadro orario professionale - Pertini (LU)

Manutenzione e assistenza tecnica IeFP - D.S. Fontanelli


Documentazione incontro del 19 giugno 2018  per "
Linee guida per la realizzazione dei percorsi IeFP - Anni 2018/2019 e 2019/2020 approvate con DGR n. 539 del 21/05/2018"

 


 Incontro del CdA Cipat con Assessore alla Formazione e all'Istruzione della Regione Toscana del 15 maggio 2019.


Il CdA del CIPAt ha incontrato l'Assessore Cristina GRIECO per discute sulle prospettive di sviluppo del sistema toscano IeFP.

E' stato presentato un documento del CdA che si riporta sotto:

 

PROPOSTA CIPAT ALLA REGIONE TOSCANA PER OTTENERE LA POSSIBILITA’ DI FAR CONSEGUIRE, ALL’INTERNO DELLE SCUOLE FREQUENTATE, LA QUALIFICA DI FORMAZIONE PROFESSIONALE CORRISPONDENTE AL PROFILO PROFESSIONALE FREQUENTATO

 

Considerato che:

  • La dispersione resta alta anche perchè a iscriversi ad alcuni indirizzi del Professionale sono alunni “ripescati” che non hanno famiglie consapevoli oppure alunni fortemente indisciplinati o con percorsi scolastici difficili e accidentati.
  • Anche per questo motivo, l’Istruzione professionale è in forte calo perché percepita come scuola di serie C
  • Si è verificato il sostanziale fallimento dei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale nella Regione Toscana dato che I corsi di IeFP approvati per l’anno 2018/2019 sembrano essere soltanto 51 divisi (di cui 23  obbligati ad essere svolti col percorso IeFP in quanto non previsti dall’istruzione) per settore, in particolare:  17 benessere (obbligatorio IeFP perché non presente nell’istruzione), 4 abbigliamento(obbligatorio IeFP perché non presente nell’istruzione), 23 elettrico/meccanico, 1 orafo(obbligatorio IeFP perché non presente nell’istruzione), 1 agricolo, 3 alberghiero, 1 commerciale, 1 operatore materie prime(obbligatorio IeFP perché non presente nell’istruzione)
  • fino ad ora i corsi di IeFP presentano delle forti criticità (rilevate negli anni precedenti) e così riassumibili:
  1. a) carico di lavoro eccessivo  su ATA e docenti a fronte di finanziamento zero da parte della Regione, ad eccezione dell’esame di qualifica,
  2. b) manca il tutor d’aula, 
  3. c) le agenzie richiedono iscrizioni agli istituti  professionali  alla ricerca di studenti per i loro corsi drop out
  4. d) forte difficoltà nei passaggi da un percorso scolastico all’altro: all’interno dell’istruzione da IeFP si può passare solo a IP e non reciprocamente. Non previsti i passaggi da IeFP al Tecnico e viceversa. Non previsti passaggi da IeFP a IeFP di altro indirizzo.
  • esiste la sostanziale difficoltà delle scuole, anche aventi il medesimo indirizzo, ad accordarsi su sequenze cronologiche comuni
  • nella risposta   della Regione Toscana alla richiesta del Collegio docenti dell’Istituto Matteotti di Pisa del 17/2/2018 si ipotizza la possibilità per gli studenti dei professionali di accedere agli esami di qualifica, se hanno i requisiti e le competenze richieste a livello regionale
  • esistono Bozze linee guida in cui si invitano le Regioni e gli Uffici Scolastici Regionali a fare accordi per definire l’integrazione tra i due sistemi

CIPAT come rappresentante dei propri istituti consorziati

Si propone di poter offrire agli studenti ( ai  più bravi, ma soprattutto ai meno motivati, più deboli e a reale rischio di abbandono) una qualifica di Formazione professionale senza incorrere nel labirinto delle pratiche burocratiche dei corsi di Formazione (che si sommano a quelle dell’istruzione) e di valorizzare, all’interno dell’Istruzione Professionale,  i percorsi della formazione e le qualifiche professionali ad oggi viste soprattutto come un traguardo di ripiego dopo un fallimento alla ricerca di un diploma. Per realizzare questo obiettivo, Cipat può farsi promotore presso gli IP associati di azioni che tendano a:

  • Individuare   e costruire, nelle diverse figure professionali, percorsi modulari (contenenti  UDA del percorso di Formazione Professionale) di area comune simili e riconoscibili da parte di diversi indirizzi all’interno della stessa scuola e/o di diverse scuole, con struttura che preveda le stesse   competenze  tra diversi indirizzi, con gli stessi tempi e con gli stessi criteri di valutazione.
  • Individuare e costruire, nei percorsi formativi di uguali figure professionali di diverse scuole, percorsi modulari professionalizzanti (UDA riconducibili alle UDA previste nella Formazione Professionale) simili per contenuti, riconoscibili dalle diverse scuole professionali e dalla Formazione, negli stessi tempi e con gli stessi criteri di valutazione.

Per questo chiede alla Regione Toscana

1. Che i percorsi formativi di Area Comune e di Area Professionalizzante e le ore di stage  vengano riconosciuti dalla Regione Toscana quali crediti formativi utili per l’accesso agli esami di qualifica da parte degli studenti che hanno raggiunto valutazioni positive.

2. Che gli studenti in questione possano fare l’esame di qualifica nella propria scuola al termine del triennio. La istituzione scolastica dovrà essere accreditata presso della Regione Toscana la quale potrà in ogni momento del triennio esercitare un controllo formale e sostanziale.